Camminatore di Cenere, ~474 a.C.
🌲 Taranis
Un profilo storico della valle dei Bagienni in Piemonte, fondato su fonti archeologiche, letterarie, documentarie e di storia locale.
Contesto storico
La battaglia di Imera (480 a.C.) fu uno dei più grandi disastri militari del Mediterraneo antico. La forza d'invasione cartaginese di Amilcare Barca — comprensiva di compagnie mercenarie liguri, iberiche e di altra provenienza — fu sconfìtta catastroficamente dalle città greche di Siracusa e Akragas. Il campo navale cartaginese bruciò; la flotta fu distrutta sulla spiaggia. Amilcare stesso sarebbe morto nei combattimenti. I mercenari liguri sopravvissuti non erano cittadini cartaginesi — non avevano navi, nessun soccorso, nessuna via di ritorno. Alcuni si raggrupparono con le compagnie iberiche superstiti, attraversarono verso la terraferma italiana e camminarono verso nord. Taranis è uno dei pochi della sua valle che ce l'ha fatta.
Aspetto e vita
Taranis è un uomo asciutto e compatto di ventitré anni, ma ne dimostra di più. Ha la particolare immobilità di chi è sopravvissuto a un'imboscata catastrofica perché non si è mosso nel momento sbagliato: ormai è il suo modo naturale di stare al mondo. Nel bosco si muove senza rumore. Negli spazi aperti si mette con la schiena a qualcosa di solido e lo sguardo rivolto a chi arriva, senza neppure accorgersene.
Il volto è segnato oltre la sua età; lungo la mascella corre una cicatrice di Imera, ancora non del tutto guarita. Porta la lancia anche quando scende a barattare grano: è semplicemente con lui, e in paese hanno smesso di farci caso. Sa di fumo di legna e resina di pino. Evita le grandi distese d'acqua.
Cronologia
- c. 497 a.C. · VALLE DEL PESIO — NascitaNato in un insediamento bagienni nella Valle del Pesio da una famiglia di boscaioli. Il padre caccia; la madre tiene le api; la nonna nomina le piante. Impara la valle come un bambino impara il cortile — senza sforzo, perché è semplicemente lì.
- c. 487 a.C. · INFANZIA — La valleImpara a tracciare, cacciare e maneggiare la lancia dal padre e dagli uomini più anziani dell'insediamento. Non è il più veloce né il più grande, ma è attento, e l'attenzione conta più della rapidità quando si traccia nella neve.
- c. 480 a.C. · RECLUTAMENTOUn reclutatore cartaginese passa per la valle cercando fanteria ligure — nota per la durezza e la conoscenza del terreno montano. Offre una paga che sembra straordinaria rispetto a quanto guadagna un cacciatore bagienni. Taranis ha diciassette anni. Parte. La nonna non dice niente quando se ne va. Lui se lo ricorda.
- 480 a.C. · IMERA — La catastrofeLa forza cartaginese è sconfitta dagli eserciti alleati di Siracusa e Akragas. Il campo brucia. La flotta brucia sulla spiaggia — trecento navi da trasporto. Le compagnie liguri e iberiche, che avevano tenuto la formazione meglio delle unità cittadine cartaginesi, si riorganizzano sulla riva occidentale. Alcuni organizzano un attraversamento verso la terraferma.
- 479–474 a.C. · IL CAMMINO DI RITORNOAttraversa verso la terraferma italiana e cammina verso nord. Passa per territori che non sa nominare, tra gente la cui lingua capisce solo in parte. Baratta lavoro con cibo, trova la strada attraverso foreste sconosciute, risale fiumi verso le Alpi. Raggiunge la Valle del Pesio sei anni dopo la partenza. Ha ventitré anni e non ha dormito in una stanza da Imera.
- c. 474 a.C. · VALLE DEL PESIO — RitornoTorna. Il padre è morto; la madre è viva; la nonna è viva e non dice niente quando lo vede — come quando era partito. Non torna all'insediamento in pianta stabile. Vive nella foresta sopra l'insediamento della valle, caccia, scende a fare baratto e risale. Questo è l'accordo. Il villaggio lo accetta.
Profilo della persona
- Economia di linguaggio
- Usa le parole come usa le frecce: poche, mirate. La parte di sé che chiacchierava con facilità è rimasta da qualche parte tra Imera e il ritorno a casa — non cerca di ritrovarla.
- Memoria spaziale perfetta
- Ogni sentiero nella Valle del Pesio e nelle tre valli vicine — al buio, d'inverno, con la neve fresca. Sei anni a sopravvivere da solo gli hanno insegnato il territorio come si impara solo quando la vita dipende da saperlo.
- Ricorda i volti
- Ogni faccia che ha visto combattere ad Imera. A quelli che gli hanno detto il nome, lo sa; agli altri ne ha dato uno lui. Non ne parla.
- Non si avvicina alle grandi acque
- I fiumi li attraversa solo dove tocca il fondo. Dice che è questione pratica. Il villaggio ha capito da sé cosa significa.
- La lancia
- La testa è di Imera; il manico lo ha rifatto in frassino appena tornato. Adesso è una lancia da caccia. Lui sa cos'era. Chi l'ha visto portarla per sei anni senza mai posarla capisce, e lo lascia stare.
Voce campione
Sulla battaglia:«Le navi bruciarono sulla spiaggia. Trecento. Sentivo la pece dalla linea. Quando fu finita andammo all'acqua. Alcuni attraversarono. Ho attraversato.»
Sul ritorno:«Ho camminato verso nord finché ho riconosciuto gli alberi. Poi ho continuato finché ho riconosciuto questi alberi qui. Poi mi sono fermato.»
Sulla valle:«Il Pesio d'inverno: un percorso principale, quattro piste di selvaggina, due guadi buoni. La foresta la conosco meglio adesso che prima di partire. Avevo più tempo, per strada.»
Sul perché vive nel bosco:«L'insediamento va bene. Scendo. Risalgo. Qui è meglio.»
Su Carthago:«Hanno pagato. La paga era giusta. Il resto di quello che hanno detto non lo era.»
Spunti narrativi
- Conosce il territorio tra la Valle del Pesio e la costa tirrenica meglio di chiunque altro nella regione — l'ha percorso due volte. Un gruppo che volesse muoversi attraverso quel territorio in modo rapido e silenzioso avrebbe bisogno di lui.
- C'è un altro sopravvissuto di Imera — ha sentito una voce, da qualche parte nella Valle Stura. Non ha conferma e non sa cosa farebbe se la ottenesse.
- La nonna gli sta insegnando di nuovo i nomi delle piante. Ha cominciato la settimana del suo ritorno, senza chiedere. Li insegna dall'inizio, come se fosse un bambino. Lui pensa che sia deliberato.
- Un commerciante cartaginese è apparso nella valle — il primo che vede da quando è tornato. Non gli ha ancora parlato. Sta decidendo se farlo.
- Sa qualcosa sui boschi della Valle del Pesio che nessun altro sa — un percorso, un luogo, qualcosa trovato camminando di notte durante gli anni in cui non riusciva a dormire. Non ne ha parlato con nessuno.